Oggi pensavo all’adolescenza, ai testi dei moravagine che dicevano “come tu mi vuoi, sai che non mi avrai” che erano un cazzo di inno, alle calze a righe colorate, agli occhiali da vista che erano i miei migliori amici anche se gli occhi erano neri di trucco, a Giorgia che mi chiamava ogni sera, a quanto io e Giorgia volevamo le vans zebrate, a quando le mie vans zebrate si sono aperte in vacanza in un paesino di montagna, e le ragazze di la non capivano, per loro era semplice rimpiazzare “un paio di scarpe da ginnastica”, alle schifezze mangiate, a quelli che ci insultavano perché io avevo gli occhi troppo neri e gli occhiali che mi coprivano mezza faccia e perché Giorgia era grassa. A quelli che mi chiamavano punk pensando di offendermi. Dicevano che era solo un momento di ribellione, che avrei smesso di disegnare nell’ora di matematica, che avrei smesso di essere con la testa tra le nuvole immaginandomi su un motorino che non ho mai avuto perché non sono mai stata promossa senza de...