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Visualizzazione dei post da dicembre, 2020
 Sempre la stessa storia, lavorare nei festivi, il terrorismo psicologico, quelli che provano a farti sentire una fallita buona a nulla, quelli che ti mettono i bastoni tra le ruote, l’odio profondo per quello che faccio, la nausea per il mio lavoro.  Lavoro 12h al giorno su per giù e altre 2 ore me le faccio in macchina. Poi torno a casa e sono sola. Niente amici, niente amore della mia vita che ora chissà dove si trova.  Andando a lavorare nella playlist c’erano tante canzoni che mi ricordano quando stavo con nocs. Possono passare tutti i cazzo di anni che vi pare, ma nella mia mente non c’è sta merda di adesso, c’è lui che mi porta in motorino a prendere il caffè al mare, ci siamo noi chiusi in macchina nella salita di casa sua, c’è lui che mi abbraccia in macchina mentre io guido verso casa sua. C’è che mi ha fatto il regalo più insulso e inutile che si potesse immaginare ma era proprio quello che volevo. Ci sono i suoi messaggi “scrivimi quando arrivi a casa”. E nien...
 Sono bloccata in una realtà che non sento mia. In un lavoro che odio, circondata da gente che odio, a partecipare ad eventi che odio, a far finta di essere una persona che non sono, in una relazione con una persona che odio.  Ora ci vorrebbe una birra e una sigaretta con quel barbone di andre, che mi dava una carica pazzesca. Dio quanto mi mancano tutti. Dio quanto mi mancano quegli scarti di merda. Erano luce in questo mondo schifoso. Erano uguali a me ed erano amici veri. Facevano schifo insieme.  Ricordo ancora quando suonó il telefono e ricordai che avevo fatto una cazzata, che ero in ritardo ad un appuntamento importante e che stavo lì a non fare un cazzo con andre, lo spritz e le patatine. Scappai via lasciandolo li come un coglione, e chi glielo spiega che stavo per condannarmi ad una vita di bocciature agli esami de fossi rimasta lì a cazzeggiare?  Dio quanto odio questo posto di merda. Questi posti di merda. Tutto.  Rivoglio i miei amici ,La mia casa, ...
 Quando i miei mi dicono “ciò dispiace...noi non pensavamo che...” “perché non ce lo hai mai detto” manvaffanculo...non avete mai capito un cazzo, non importa in quale fase della vita ma non avete mai capito un cazzo.  “Ma veramente volevi solo un cane? Cioè eri depressa ammerda e il tuo unico desiderio era portarti in casa quel cane lercio che davanti la tua scuola di merda veniva maltratto da dei ragazzini maledetti?”  Si cazzo. Solo portarmi a casa quel cane, solo questo. Mentre voi Stronzi mi chiamavate pazza e dicevate che avevo manie di persecuzione. L’unico dispiacere è avervi reso partecipi della mia vita è raccontato quello che provavo, ma che tanto voi non riuscivate a capire.  Non parlerò mai più a nessuno di ciò che provo, di ciò che mi manca, di ciò che vorrei e di cosa mi fa stare male.  Che tanto se i miei non capivano che volevo salvare un cane, che avrei tanto avuto bisogno di un cane al mio fianco per smetterla di voler morire, che odiavo quell...